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Piero Simoni
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Piero Simoni
Chi sono: all'anagrafe Pierluigi Simoni, nato a Livorno nel 1948. Pubblicazioni poesia: 1976, I sassi che raccolgo Edinord, 3° premio al "Città di Bolzano"; 2008, Anomia 2003 TA.TI. Edizioni (Como); Anomia 2005 Leonida Edizioni (RC); Anomia 1995-1998 con il quale vince il premio editoriale "L'Incontro" XIII edizione della Golden Press (Genova); 2009, Anomia 1999-2000 Aletti Editore (Roma), nel 2010 semifinalista al Premio Tassoni; 2010, Poesie 2007 Golden Press, segnalato a "L'Incontro" 2009; Poesie- Autunno 2008 Leonida Edizioni; vince la XXVI Edizione del Premio Letterario "LA MOLE" di Torino con i tigli nascosti 2009, di prossima pubblicazione. Presente in numerose antologie di poesia, è inserito nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei curata da Aletti 2009. Autore di racconti (Aletti), di interventi critici (Montale - Poeti e Poesia - n° 19 aprile 2010), figura in varie riviste tra cui POESIA, POETI E POESIA, ORIZZONTI, IL FOGLIO VOLANTE. Negli anni settanta ha esposto opere visive in alcune mostre personali e collettive in Italia. Dal '79 all'84 aderisce alla "Mail art" con partecipazione a numerose manifestazioni nazionali e internazionali. E' stato promotore della "Poesia postale" in Italia, all'inizio degli anni '80, stampando anche, in ciclostile, una antologia e una rivista di "Poeti marginali postali" ,ed un suo testo poetico sperimentale "Al paese".
Il mio pensiero artistico: Considero la mia vita artistica una presenza, una testimonianza, consapevole che i giorni non sono solo quelli di relazione economica, di interscambio utilitaristico, ma vi è un qualcosa d'altro che agisce nella sfera dell'anima. Cerco quindi di esprimere, con la mia interiorità, la mia sensibilità, attraverso le espressioni che mi sono più congeniali, quello che vedo, quello che sento, percepisco: io in mezzo agli altri, nella contemporaneità della mia esistenza, uomo che si pone la domanda della relazione fra sé e l'universo, fra sé e l'infinito. La poesia è il mezzo con il quale metto a nudo la mia anima. Disciplina che ritengo sia, in epoca di smarrimento e di perdita di autenticità, la voce più pura che l'uomo possa esprimere, quella che non obbedisce a regole di nessun tipo: economico, politico, ecc... La poesia, che in questo periodo storico non viene ascoltata, può costituire un elemento di salvezza per l'umanità, essendo in essa rivelato ciò che l'uomo veramente è: il suo essere e non il suo apparire. Alla poesia intendo affidare, non per scelta ma per vocazione, il mio pensiero artistico. Sono debitore del progetto globale del "narrare", in chiave poetica, di quello che è la vita, la vita quotidiana, la vita dell'anima nella quotidianità presente, nel suo passato privato e pubblico, dell'uomo al centro del mondo e dell'universo, di tutto il tempo, facendo uso come cardine alla memoria che rivive e di nuovo colora, ad alcune letture insistite di autori del novecento letterario quali: Pirandello, Musil, Svevo, Proust, Saba e Penna. I racconti che sono andato scrivendo negli anni e ancora scrivo, sono complementari alla poesia, venendo dopo come impegno, come attenzione, addirittura per un decennio tacitati per non intralciare il cammino dell'altra. La pagina dedicata alle immagini presenta quello che è il mio lavoro visivo, aggiornato ad oggi, costituendo non un lavoro fotografico, come avviene nella pagina in cui é esposta la poesia dove le stesse hanno funzione di separatore e, al tempo stesso, di atmosfera documentaria associata, ma documentazione di un lavoro senza nessuna alterazione: l'intervento artistico è nell'operazione a monte e la fotografia documenta solo quello che è.. un'idea.
Sul progetto poetico: Raramente scrivo una poesia a soggetto, raramente scrivo una poesia con un titolo, anche se ultimamente l'ho fatto, più che altro per esigenze di partecipazione a concorsi o selezioni, in quanto da sola, la stessa poesia, mi sembrava poco sostenuta, poco decifrabile. Essendo la mia poetica un "racconto" per immagini della memoria di ciò che è stata ed è la mia vita, non "racconto" cronologico, ma rivisitazione per una appropriazione poetica della realtà, che è certamente immaginaria, deformata secondo la lente d'ingrandimento della poesia, che colora e ridisegna secondo la sua spinta emozionale, facendo i conti con la sua esperienza storica, ma risultando alla fine profondamente vera nell'anima. E l'anima è ciò che conta, l'essenza dell'essere. Mi preoccupo allora di tutelare il mio "atteggiamento" poetico e di "guardare" le cose con gli occhi della poesia, questa pertanto risulta essere una costante quotidiana, non si è infatti poeti a soggetto, per un determinato periodo, se lo si è dentro si è sempre poeti, con maggiore o minore ispirazione dovuta a tanti fattori esterni condizionanti, ma poeti si rimane; da questo la "quotidiana" scrittura, la presa in visione degli aspetti di ogni giorno di cui, la memoria, l'incidenza emotiva dei pensieri hanno un aspetto importante, perché fanno parte della nostra realtà interiore: fantasia e realtà sono un tutt'uno del nostro essere. La poetica quindi si estende negli anni per cui, anche se cambiano i titoli delle pubblicazioni, il progetto di base è sempre lo stesso; in definitiva, i libri, annoverati tutti insieme, potrebbero chiamarsi con un unico titolo: Poesia; scanditi dagli anni per la diversificazione l'uno dall'altro. All'interno di ogni libro ha poco senso parlare di titoli delle poesie, esse fanno parte di un tutto organico, di un insieme. In una ideale bacheca, in uno scomparto della libreria intenderei disporre in sequenza le varie mie pubblicazioni, contraddistinte dagli anni, per ciò che riguarda la pubblicazione poetica, che sono il rendiconto di una vita, legata alla contemporaneità, ispirata secondo la sua vocazione, che si pone in relazione all'universo e al tempo, alla sua presenza terrena.
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