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Piero Simoni

Piero Simoni - 14 ottobre 2011
Biblioteca Labronica Guerrazzi
Livorno
piero@pierosimoni.it
Piero Simoni - Via del bosco, 2 - 57126
Livorno - Italia
Tel. 0586 814409


L'iniziativa è stata inserita nel progetto
della Regione Toscana
"In biblioteca...Perché c'è il futuro della
tua storia"
Appuntamenti delle biblioteche con i cittadini della
Toscana
che si sono tenuti dal 1° al 31 ottobre 2011

Maria Mazzarino - Piero Simoni
PIERO SIMONI POETA DI
OGNI TEMPO
DALLA PRESENTAZIONE DI
MARIA MAZZARINO
Perché "Poeta di ogni tempo"?
Il tempo è stata sempre la dominante della poesia di Simoni e lo è più
che mai da quando Piero ha finalmente lasciato il lavoro che per tutta
la vita ha sentito come un impedimento alla sua possibilità di scrivere,
di comporre versi o di narrare storie, di creare, di richiamare memorie,
di tratteggiare paesi antichi, di mettere a confronto i ritmi e i modi
della vita attuale con quelli di luoghi quasi dimenticati, dove si
possono ascoltare il silenzio e le voci della natura, cogliere i suoi
colori smaglianti o soffusi, vedere le persone e le cose come vengono
restituite all'osservatore se sono percepibili grazie all'andamento
lento, normale della loro vita.
Poeta di ogni tempo perché Piero Simoni sa trasmettere con i suoi versi
la sua stessa percezione del tempo, del tempo dell'infanzia, della
vecchiaia, dell'amore e della morte, della giovinezza e del lavoro. il
tempo delle illusioni e quello in cui la realtà delle "obbligazioni" si
impone, quello in cui la gente è sottomessa al padrone, alle
amministrazioni, alle prevaricazioni, o semplicemente alla lontananza
dagli affetti, il tempo in cui si rivendicano diritti e buone pratiche,
il tempo dei computer e dei telefoni cellulari, il lontano tempo dei
collegi e della scuola. Il Tempo era nel suo libro di poesia, "I sassi
che raccolgo" grazie al quale, a 28 anni vinse il terzo premio al
concorso di poesia "Città di Bolzano" nel 1976. Allora era il tempo
della fascinosa crudezza, della implicita convinzione di un giovane
pervenuto alla percezione della brevità della propria presenza sulla
terra, una percezione disperata in cui il dolore del vivere, la
consapevolezza della povertà, della debolezza della gente, della
malattia e della morte viene con tono lapidario, in piccoli versi netti,
descritta e raccontata, tutt'altro che pacificamente ma invece quasi con
rabbia.
Piero Simoni negli anni dal '76 all'80, vissuta l'esperienza della
navigazione che lo portava, anche fugacemente, a conoscere le vie del
mare ed il mondo, fino ai paesi nordici, fino all'altra faccia della
terra, (nel parlare con lui ed anche nel leggere i suoi racconti vieni a
sapere che durante le brevi soste degli attracchi ai vari porti talvolta
è fuggito dalla nave per sperdersi in città lontanissime), tornato
definitivamente a terra, andato a lavorare nell'industria (così lui
definisce la fabbrica) continua a cercare le sue forme d'arte. Perché,
fin da ragazzo, sentiva di essere diverso dai suoi coetanei del collegio
e della scuola, con i quali tuttavia trascorreva il tempo dello studio e
dei giochi e si immaginava scrittore, o pittore o, forse, poeta.
Quindi, fin dall'adolescenza, sentiva di vivere con il suo doppio, con
l'altro, che solo molti anni più tardi giungeva ad esprimersi in
assoluta prevalenza ed a scegliere i modi e le forme di espressione
della sua natura di artista.
Ma quel vivere in una talvolta faticosa alternanza, che lo faceva
sentire al lavoro e nei rapporti sociali conseguenti solo parzialmente
presente e partecipe, ha in realtà avuto un peso determinante su tanta
parte della sua opera, soprattutto perché Piero ha trascorso in quegli
anni un lungo tempo di osservazione, della gente, delle cose, del
condursi del mondo, la chiamerei una lunga gestazione.
Ed intanto, mentre costruiva i suoi affetti, sposava una donna che con
la bicicletta lo accompagnava alla nave nel tempo delle illusioni
giovanili, ritornava a terra, vedeva nascere e crescere una figlia,
instancabilmente continuava la sua ricerca di sé e della poesia,
affermandosi in mostre belle di pittura, sempre scrivendo e
progressivamente avvicinandosi ai giovani della Mail Art, contestatori
dell'arte di moda, di consumo e di sistema.
Intanto crescevano le sue raccolte di versi, le sue brevi poesie, così
ricche di tutto ciò che gli era intorno, di ciò che più amava e che gli
apparteneva, di ciò che lo appagava, i colori ed i suoni della natura, e
tutto ciò che lo angustiava, il vivere sempre più convulso del progresso
umano.
Ed intanto cercava e trovava modi nuovi per invitare altri a fare
poesia, i poeti marginali di quel tempo, per creare una rete con lo
scopo di comunicare con altri poeti e di conoscerne le opere. Si faceva
allora promotore della Poesia Postale e fondava una rivista di "Poeti
Marginali Postali" di cui diffondeva cento copie ad ogni uscita,
stampate da lui stesso in ciclostile.
Tutto questo lavorando nella fabbrica, ma anche studiando e scrivendo le
liriche che poi sono andate a far parte dei volumetti che ha voluto
chiamare Anomia, contraddistinti soltanto dall'anno o dagli anni di
produzione. Anomia che significa "non regolare" ad indicare, come lui
stesso dice, "un modo di sentire, di porsi nella quotidianità che non è
propriamente in linea con il senso di efficienza, di
produttività......".
La quotidianità che è l'altro specifico della sua poesia. Essere nella
quotidianità e farne poesia significa per Piero Simoni analizzare ciò
che vede giorno per giorno, senza temi prescelti in anticipo, parlare
degli alberi, delle foglie che si staccano dai rami, della bellissima
Val d'Orcia, di Pienza la sua patria ideale, di sua madre della quale
spesso accenna alla vita ed alla scomparsa, del nipotino Alex, della
figlia, della sposa, della città e del ritmo feroce delle sue strade,
dei compagni di lavoro, degli odori della sentina sulla nave e di quelli
della combustione nella fabbrica, del lavoro alienante, mai abbastanza
sofferto, dei "camminamenti" nel parco di questa villa con il sereno e
con la luce del sole, ma anche nella pioggia, sul terreno bagnato
cosparso di foglie cadute.
Le stagioni di mezzo, soprattutto l'autunno, sono quelle che racconta
più spesso con una forte ed interiore percezione della voce della natura
e del suo messaggio che sa essere consolatore e che sa mitigare il
dolore del mondo offeso dal progresso, dalla fretta, dall'ambizione,
dall'ingordigia dell'avere, dalla privazione dell'essere a cui Piero
assiste nella quotidianità, appunto,
Ciò che rende grande la sua poesia è la capacità di ricordare momenti,
figure, episodi del passato, suo e di altri, per tradurli in una
filosofia universale dell'esistenza e ciò che nella maturità egli riesce
a raggiungere e che si legge nelle sue ultime liriche, quelle dei "Tigli
nascosti" è proprio il respiro universale delle sue percezioni, il
raggiungimento di un'interiorità del pensare che si coniuga intimamente
con la voce della natura, dell'esistenza del mondo e degli esseri umani.
Una annotazione a parte deve essere dedicata alla sua prima
pubblicazione di racconti in prosa, una raccolta che va dal 1978 alla
primavera del 2010 : "Il cappello" che sviluppa molti dei temi presenti
nelle sue poesie: pensieri sulle sue visite all'ospedale alla madre
ammalata, stralci di vicende umane, descrizione di momenti vissuti da
lui stesso o da altri, quindi non sempre autobiografici, incontri con
antichi compagni di lavoro, il gusto di vivere alcune semplici
esperienze, la bicicletta o il proprio rifugio sotto le coperte, il
lavoro in campagna ed i sapori del cibo buono, tradizionale e qualche
volta la leggera scherzosa ironia di situazioni comuni, la spiaggia
libera, il dentista, il comportamento del compagno di lavoro un po'
tirchio, e quello dell'altro, compagno di scuola, che, divenuto
ufficiale, non è più vicino come un tempo.
Qualche notizia sull'autore di tanta poesia ed
anche di opere in prosa:
Dopo il premio conseguito a Bolzano nel 1976 "Città di Bolzano 1976" con
"I sassi che raccolgo"
Nel 2000 con Anomia 1999/2000 è stato semifinalista al Premio Alessandro
Tassoni di Modena e finalista al premio "Il Giovane Holden" alla sua IV
edizione.
Nel 2008 vincitore del premio editoriale "L'incontro" XIII° Edizione
della Golden Press di Genova con la raccolta di poesie pubblicata nel
2009 "Armonia 1995/1998".
Nel 2009 vincitore del premio letterario "La Mole" 2010 (per l'inedito)
con "I tigli nascosti", silloge di cui si dice:
"Le poesie di Piero Simoni trattano temi ispirati all'amore per la
natura, per la propria terra e celebrano il senso spirituale che pervade
l'universo. L'autore, con delicata sensibilità lirica e notevole
fantasia compositiva, propone il recupero dei profondi valori legati
alle tradizioni e alla dignità della vita contadina, per giungere a
un'etica di rinnovato umanesimo libero da imposizioni ideologiche e
tecnologiche."
Dei "I tigli nascosti" Piero Simoni dice:
I tigli nascosti sono gli alberi dei giardini pubblici, dei parchi,
delle strade nella città in cui viviamo che per impegni, corsa frenetica
quotidiana a cui siamo sottoposti, forse non guardiamo.
Nel 2010 ha conseguito in Australia il II° Premio per la narrativa
A.L.I.A.S. con il racconto "La bottega".
Negli anni molte sono state le segnalazioni che ha avuto e nel 2009 è
inserito nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei curata
dall'Editrice Aletti.
Da ricordare: la sua amicizia di amico ed anche di
discepolo con Giorgio Fontanelli, il suo ricco carteggio epistolare con
Bàrberi Squarotti che lo legge e ne sente la liricità e
l'affinità.
E' anche autore di interessanti interventi critici su Montale,
Fontanelli e Bàrberi Squarotti pubblicati in riviste specializzate quali
"Poeti e poesia", "Talento ", "Il foglio volante".
Maria Mazzarino
Ultimo libro pubblicato
IL CAPPELLO
(racconti)
sfoglia
il trailer
http://www.zonacontemporanea.it/ilcappello.htm
Chi sono:
all'anagrafe Pierluigi Simoni,
nato a Livorno nel 1948. Pubblicazioni poesia: 1976, I sassi che
raccolgo Edinord, 3° premio al "Città di Bolzano"; 2008,
Anomia 2003 TA.TI. Edizioni (Como); Anomia 2005 Leonida
Edizioni (RC); Anomia 1995-1998 con il quale vince il premio
editoriale "L'Incontro" XIII edizione della Golden Press (Genova); 2009,
Anomia 1999-2000 Aletti Editore (Roma), semifinalista al
Premio Tassoni di questo anno e finalista al "Giovane Holden" IV
edizione; 2010, Poesie 2007 Golden Press, segnalato a
"L'Incontro" 2009; Poesie- Autunno 2008 Leonida Edizioni,
finalista al "Gaetano Viggiani" VII edizione; vince
la XXVI Edizione del Premio Letterario "LA MOLE" di Torino con i
tigli nascosti, Loredi editore 2010 (Torino). Presente in numerose
antologie di poesia e racconti, è inserito nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani
Contemporanei curata da Aletti 2009. Secondo Premio di narrativa
A.L.I.A.S. Australia 2010 con il racconto "La bottega"; segnalato
al premio L'incontro XV edizione della Golden Press per la raccolta di
racconti Il cappello pubblicato da ZONA contemporanea
(Arezzo)2011. 2° premio per la silloge inedita Armonia al
concorso Garcia Lorca 2011 (Torino). Autore di interventi critici (Montale - Poeti
e Poesia - n° 19 aprile 2010, Bàrberi Squarotti - Talento - n° 3/2010,
Fontanelli - Il Foglio Volante - n° 1/2011),
figura in varie riviste tra cui POESIA, POETI E POESIA, ORIZZONTI, IL
FOGLIO VOLANTE. Presente per il suo operato nel "Talk Show alla
livornese" andato in onda su Telecentro 2 nel dicembre 2010.
Negli anni settanta ha esposto opere visive in alcune
mostre personali e collettive in Italia. Dal '79 all'84 aderisce alla
"Mail art" con partecipazione a numerose manifestazioni nazionali e
internazionali. E' stato promotore della "Poesia postale" in
Italia, all'inizio
degli anni '80, stampando anche, in ciclostile, una antologia e una rivista di
"Poeti marginali postali" ed un suo testo poetico sperimentale "Al paese".
E' presente nel Museo Civico e della Mail Art di Montecarotto (An).
Il mio pensiero artistico:
Considero la mia vita
artistica una presenza, una testimonianza, consapevole che i giorni non
sono solo quelli di relazione economica, di interscambio utilitaristico,
ma vi è un qualcosa d'altro che agisce nella sfera dell'anima. Cerco
quindi di esprimere, con la mia interiorità, la mia sensibilità,
attraverso le espressioni che mi sono più congeniali, quello che vedo,
quello che sento, percepisco: io in mezzo agli altri, nella
contemporaneità della mia esistenza, uomo che si pone la domanda della
relazione fra sé e l'universo, fra sé e l'infinito. La poesia è il mezzo
con il quale metto a nudo la mia anima. Disciplina che ritengo sia, in
epoca di smarrimento e di perdita di autenticità, la voce più pura che
l'uomo possa esprimere, quella che non obbedisce a regole di nessun
tipo: economico, politico, ecc... La poesia, che in questo periodo
storico non viene ascoltata, può costituire un elemento di salvezza per
l'umanità, essendo in essa rivelato ciò che l'uomo veramente è: il suo
essere e non il suo apparire. Alla poesia intendo affidare, non per
scelta ma per vocazione, il mio pensiero artistico.
Sono debitore del progetto
globale del "narrare", in chiave poetica, di quello che è la vita,
la vita quotidiana, la vita dell'anima nella quotidianità presente,
nel suo passato privato e pubblico, dell'uomo al
centro del mondo e dell'universo, di tutto il tempo, facendo uso
come cardine alla memoria che rivive e di nuovo colora, ad alcune letture insistite di
autori del novecento letterario quali: Pirandello, Musil, Svevo, Proust,
Saba e Penna.
I racconti che sono andato
scrivendo negli anni e ancora scrivo, sono complementari alla
poesia, venendo dopo come impegno, come attenzione, addirittura per un
decennio tacitati per non intralciare il cammino dell'altra. La pagina
dedicata alle immagini presenta quello che è il mio lavoro visivo,
aggiornato ad oggi, costituendo non un lavoro fotografico, come avviene
nella pagina in cui é esposta la poesia dove le stesse hanno funzione di
separatore e, al tempo stesso, di atmosfera documentaria associata, ma
documentazione di un lavoro senza nessuna alterazione: l'intervento
artistico è nell'operazione a monte e la fotografia documenta solo
quello che è.. un'idea.
Sul progetto poetico:
Raramente scrivo una poesia a
soggetto, raramente scrivo una poesia con un titolo, anche se
ultimamente l'ho fatto, più che altro per esigenze di partecipazione a
concorsi o selezioni, in quanto da sola, la stessa poesia, mi sembrava
poco sostenuta, poco decifrabile. Essendo la mia poetica un "racconto"
per immagini della memoria di ciò che è stata ed è la mia vita, non
"racconto" cronologico, ma rivisitazione per una appropriazione
poetica della realtà, che è certamente immaginaria, deformata secondo la
lente d'ingrandimento della poesia, che colora e ridisegna secondo la
sua spinta emozionale, facendo i conti con la sua esperienza storica, ma
risultando alla fine profondamente vera nell'anima. E l'anima è
ciò che conta, l'essenza dell'essere. Mi preoccupo allora di
tutelare il mio "atteggiamento" poetico e di "guardare" le cose con gli
occhi della poesia, questa pertanto risulta essere una costante
quotidiana, non si è infatti poeti a soggetto, per un determinato
periodo, se lo si è dentro si è sempre poeti, con maggiore o minore
ispirazione dovuta a tanti fattori esterni condizionanti, ma poeti si
rimane; da questo la "quotidiana" scrittura, la presa in visione degli
aspetti di ogni giorno di cui, la memoria, l'incidenza emotiva dei
pensieri hanno un aspetto importante, perché fanno parte della nostra
realtà interiore: fantasia e realtà sono un tutt'uno del nostro essere.
La poetica quindi si estende negli anni per cui, anche se cambiano i
titoli delle pubblicazioni, il progetto di base è sempre lo stesso;
in definitiva, i libri, annoverati tutti insieme, potrebbero
chiamarsi con un unico titolo: Poesia; scanditi dagli anni per
la diversificazione l'uno dall'altro. All'interno di ogni libro ha
poco senso parlare di titoli delle poesie, esse fanno parte di un tutto
organico, di un insieme. In una ideale bacheca, in uno scomparto della
libreria intenderei disporre in sequenza le varie mie
pubblicazioni, contraddistinte dagli anni, per ciò che riguarda la
pubblicazione poetica, che sono il rendiconto di una vita, legata alla
contemporaneità, ispirata secondo la sua vocazione, che si pone in
relazione all'universo e al tempo, alla sua presenza
terrena.

Piero Simoni 2009
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